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domenica, 29 novembre 2009
La signora delle stelle.
… appare sconvolta la signora delle stelle
ha troppo usato il suo cuore per amare,
sei tu dunque tutta da rubare
questa sera al chiaro della luna?...
sei la signora delle stelle !
che ha indossato l'abito di gala,
per dar luce ai tuoi pensieri
ai tuoi occhi spenti che riflettono sul mare,
a far rivivere di nuovo quella emozione
che un tempo fu magia …
… sei tutta da bere donna !
in due coppe di champagne,io e te soli!
mentre il violino suona emani i tuoi sospiri
i tuoi profumi naturali di femmina virile
di una santa che al capezzale attende …
…. tanta è l'allegria che esalta il sentimento:
un passaggio bello della vita è arrivato,
non scordarmi vita mia
io per te ci sarò ancora …
il poeta narratore.
sabato, 28 novembre 2009
Dalle storie di Giovannino .(venticinquesima parte )
LA POESIA NON SI TOCCA!!!!!
… PARLA GIOVANNINO - Poetanarratore :
Giovannino parla a tutti i poeti e a tutti i suoi lettori.
… in questi ultimi eventi politici emergono fatti poco piacevoli e poco chiari per la nostra poesia ,le discussioni sono varie e per quello che mi riguarda personalmente la politica faccia il suo corso e non implichi chi di poesia vive e gioisce la sua fantasia.
Mi accorgo con amarezza di atteggiamenti presuntuosi ,che la poesia e chi la rappresenta ne venga fatta oggetto di discussione e c’è qualcuno che in nome di tutti i poeti ne esalta il concetto politico ,dove si assume nomea di appartenenza e se vogliamo atteggiamento di prepotenza includendo tutti nella stessa linea di pensiero.
… questi si propone come fautore indiscusso di una ragione politica e ne rappresenta volontà altruistiche criticando una illogica volontà.
La poesia è una fonte di ispirazione personale ,una formula intima del personaggio poeta ,è la massaggiatrice della pace e di concordia per tutti gli esseri umani ,quindi non deve assolutamente essere oggetto di contrasto e ne tanto meno rappresentata da un unico personaggio;non deve inficiare forme di appartenenza politica e ne tanto meno distribuire malessere tra i poeti stessi ,nel suo contenuto va esaltato il bello della vita e dell’amore deve distogliere e implicare concetti sani e costruttivi e non farne discorso politico ,quindi chi si fa promotore di pretesa si ritiene capo di un qualcosa improprio di una certa ideologia sbagliata e non condivisa da tutti ,disquisisce quindi ai principi morali e crea contrasto tra i poeti stessi.
… è assolutamente sbagliato rappresentare una categoria di cui molti di noi ne apparteniamo e ne esprimiamo singolarmente pensiero individuale ,facendo nomea di detrattori famosi del passato mettendo tutti i contemporanei sullo stesso piano .Ogni poeta di qualsiasi ideologia politica ,a mio avviso ha il diritto e sacrosanto dovere di tenersi per se idee diverse e non espanderle ad altri ,l’altrui pensiero quindi è individuale e non da rendere comune e partecipe per tutti .
… la poesia resta ed è l’armonia di se stessi e di chi ne cava significato analogico e non un dettato imposto e di contrasto. Sembra che in questa epoca si cerca di inficiare e accorgersi che i poeti possano far parte di una certa branca ,cosa al quanto sconnessa e impropria ; nessuno può fare suo quello che non lo è ,ne tanto meno il pensiero di un altro.
… da una trasmissione radiofonica e da accenni virtuali un certo poeta che ora non ne ricordo il nome si fa capo e parla in nome di tutti i poeti ,ne fa retorica politica schierando tutti nella stessa linea politica ,questo è molto grave ,a mio avviso è errato ,la poesia ne deve stare fuori è e rimane voce propria ,quindi tutti i poeti incluso me ne diamo forza espressiva ,nell’amore e nel sociale , e non nella politica ;questo signore che si ha permesso di rappresentare tutti parli per se e non per chi non la pensi come lui …
… se guardiamo agli autori del passato ognuno ha dettato il suo pensiero e mai nessuno si è fatto promotore di iniziate a nome di tutti senza sapere la vera e certa ideologia ; la politica quindi va lasciata fuori e la poesia e chi la rappresenta non deve essere ragione di offesa ,ma orgoglio e piacere per chi la scrive ,per chi la legge ,una singolarità che fa unico il personaggio (poeta) e lo distingue da altre forme critiche .
… Il poeta combatte con la penna ,da solo ,col suo stato d’animo unica arma a sua disposizione ,questa deve servire e trasmettere sensibilità e non cattiveria o provocazione ,o a aizzare contro questa o quella appartenenza politica ,arte questa personale e creativa dove si renda chiaro la capacità dell’artista stesso ,se così non fosse si sminuisce tale rappresentativa e la categoria ne subisce equivoco e disprezzo ,si blocca la bellezza gestuale del crescere e della capacità personale rendendo artefatto e obbligato un atteggiamento non suo bloccando un qualcosa che tutti i poeti evocano con passione e amore … la poesia resta l’angolo di tutti noi e va difesa da chi la vuole bistrattare ,non deve essere contaminata ,ma pulita e in essa raccontare il nostro vivere ,resta l’impronta indelebile per i futuri e la saggezza per la cultura …
Vi abbraccio tutti Giovannino Poetanarratore.
venerdì, 27 novembre 2009
… la panchina d’inverno.
… e non c’è né per nessuno su questa terra
l’odio l’amare è una lotta che non ha mai fine
è la vita che in gioie e solitudini poi affoga!
passeggia l’anima e su di una panchina poi si siede,
è la panchina d’inverno che al sole resta nuda
e tra i suoi ricordi spazzano la noia …
…. e tra i nefasti giorni c’è l’amata!
lutti e ricorrenze nella mente han ben tracciato,
c’è chi ricorda i suoi gloriosi giorni :
della sua futura sposa ,a una innamorata ,
a quel tempo del suo primo amore ora muore,
ricordi di esseri che col capo chino
ora scontano nel fango una misura …
…. la panchina di inverno ora è vuota
lei non c’è e per sempre se ne andata,
malinconico la osservo e non mi siedo
ma dov’è la mia musa? Tante volte me lo chiedo;
Per lei gli depongo lì una rosa
la neve cade a fiocchi e la ricopre …
… e per fortuna ci sei tu panchina solitaria
tra i rami secchi e foglie ti faccio compagnia,
e su di un tappeto sporco ti sei addormentata
poi ti risvegli sopra un prato verde nel parco della vita ,
eri lì dove un mattino con lei ci siamo conosciuti
e mi ha incantato con le sue parole ardite …
… mi giro intorno e vedo solo vuoto ,non c’è nessuno!
ho tanto freddo mi copro col mantello e me ne vado,
sento scriccioli di passi
e da lontano appare una figura
si sente una voce è lei che mi chiama ,
è tornata !
Per l’occasione la panchina d’inverno di rosso si è vestita …
Poetanarratore.
giovedì, 26 novembre 2009
Dalle storie di Giovannino.( ventiquattresima parte )
Giovannino e i mitici anni sessanta.
… furono quelli gli anni in cui Giovannino visse a pieno la sua vita fanciulla ,ora cresceva e si poteva definire uomo ,o quasi! Adagio si incamminava verso la vita e man mano scopriva realtà nuove in quella epoca che tutto era fiorente ,la magia degli anni sessanta ,definita da molti boom economico ,dove molte famigli Italiane e europee scoprivano il progresso e la pace di quegli anni .
… ci furono le prime tecnologie dei media e delle attrezzature domestiche ,la televisione fece il suo esordio in prima fila in molte case Italiane e cominciò la crescita del benessere e del lavoro per tutti ,ricorreva l’anno 1965 e Giovannino aveva quindici anni ,come raccontato nel precedente episodio ,lui scoprì la politica e il suo idealismo ,ma anche la gioia di divertirsi con gli amici ,e sempre in quel periodo giravano canzoni di gruppi inglesi ,i Rokes , i Rollistons i Beatles e altri ,in Italia nasceva la gara musicale di San Remo e molti cantanti italiani ne cantarono di belle.
…. ci fu il primo sbarco sulla luna e per un attimo si ebbe sensazione di trovare altri umani ,Giovannino come detto continuava ad andare da suo zio e in mezzo alle ragazze si sentiva un re ,seguiva con interesse quel bello di quel tempo e sentiva che c’era aria di fratellanza ,cosa ad oggi svanita come la nebbia al sole ,,ma ci furono molti episodi di odio politico ,sia in America che in Italia ,l’aria nuova cambiava e il benessere si diffondeva in stragi e paure ,si creava il clima della tensione .
A Dallas in Texas in una manifestazione popolare venne ucciso il presidente Kennedy ,si racconta che appoggiava l’uguaglianza negra ,da lì altre stragi ,in Italia e in tutta Europa molti altri eventi che sicuramente voi saprete …
Nascevano molte canzoni cantate da diversi cantanti ,quelle di Celentano ,Adamo,Bobby solo, Little Tony , e molti altri ancora , Giovannino e i suoi amici andavano spesso al colle aperto di Bergamo e lì si fermavano e col mangia dischi le ascoltavano ,era un gruppo di circa quindici ragazzi ,a volte oltre venti ,occupavano il vialetto e diverse panchine e c’era quello che faceva scherzetti, quello che fumava la prima sigaretta per farsi vedere grande ,quello che le sparava grosse e si mostrava spavaldo ,quello che era pieno di appuntamenti con ragazze e frettoloso si fermava per poi tornare dopo cinque minuti ,insomma dire che era un cinema era poco,ma c’era tanta armonia e gioia da vendere e da vivere …
… si,passò un po’ di tempo da quel giorno che Giovannino arrivo nella piazza vecchia e alzò le mani al cielo ,ora era diventato partecipe a tutta quella ghenga di amici come se fosse il padrone di città alta ,conosceva ogni vicolo ed era tra i posti più belli di quella città ,si recava spesso al cinema semenarino ,un cinema gestito dai preti dove lì era il ritrovo di tutti i ragazzi di città alta ,erano in molti a quei tempi e quello che colpì tanto a Giovannino fu la pepscola e le patatine ,mai bevuta e manciate al suo paese.
… ma i soldi ! Maledetti soldi … erano sempre pochi e trasferitosi poi nella città bassa in via Sant’Alessandro ai piedi della città antica ,Giovannino si arrabattava per averne di più,aveva scoperto dove suo fratello nascondeva il suo salvadanaio e con furbizia gli ne prelevava alcuni,di solito erano le mille lire e con una spilla adagio li tirava fuori, anche perché in quel periodo dopo tante peripezie fatte con suo padre si fece comperare la moto ;era un morini -il corsarino sport 48 ,molto veloce a benzina ,con questa moto era invidiato da tutti i suoi amici e spavaldo scorrazzava giù e su per la via delle mura che da città bassa portava in città alta.
… si sentiva libero Giovannino e tutto girava per il meglio ,con il suo corsarino si portava in molti luoghi di cui le vallate bergamasche ,ai laghi e alle città vicine a Bergamo ,seguiva una unica direzione ,questa per non perdersi e per capire che poi nel tornare indietro era la stessa strada ,si era comperato occhiali scuri e fatto fare da un sarto suo amico ,dei pantaloni di gens tipo western come quelli de mandriani con gli occhielli in parte alla gamba intrecciati con la corda ,delle camice su misura e un giubbotto di pelle nera ,insomma era un centauro a tutti gli effetti .
… arrivati gli anni settanta Giovannino aveva molti amici in più e con uno in particolare fondarono la Tana ,era una stanza nel scardinato di casa sua molto grande per poterci andare a ballare con la loro compagnia ,misero divani ,manifesti luci colorate ,insomma crearono un ambientino mica male ,molto accogliente per loro ma in particolare per le ragazze .Per Giovannino fu l’inizio di un’era fantastica scopriva per la prima volta cose mai fatte ,come il ballo , in particolare il lento questo a luci spente si affusolava tra l’intimità adolescenziale ,quindi questi lenti nascondevano i primi approcci e il bello che al buio accadeva ,mani che scivolavano sui glutei ,attiravano baci e giochi di lingua fino ad arrivare al fondo schiena per poi strusciarsi e stringersi forte ,ed era talmente forte il fuoco che addosso si sentiva che entrambi cadevano in fusioni con la musica che suonava e suonava …
… il problema nasceva quando mancavano le ragazze ,e Giovannino per farsi e darsi vanto invitava le sue cugine ,erano carine naturalmente ,ma non erano abbastanza c’era bisogno di qualcosa in più in quella tana ,direi di lupi ! E da come si era messa la cosa bisognava darsi da fare ,non come oggi che si va a scimmiare nelle discoteche e assordarsi e a rompersi i timpani saltando come canguri senza nemmeno sfiorarsi ,e se si trova la puzzona che l’ha sotto il naso ,ma allora era tutto avventuroso e si decise di far partecipare a un’altra compagnia ,la compagnia del cinese ,un bel ragazzo di nome Fausto e molto elegante .
… alcuni di loro erano tipi non affidabili ma a Giovannino e al suo amico mimmo non interessava basta che portavano le ragazze ,quindi fu fatto un patto tra le due compagnie , quella di Giovannino e quella del cinese e per un lungo periodo questi vennero a ballare alla tana e tutto si svolgeva pacificamente , e non importava quello che combinavano fuori ,l’importante che quando venivano portavamo le donne altro non interessava .
… e capitò in un lento che Giovannino ballo con una bella ragazza dal nome Carmen ,questa si strinse a Giovannino e l’emozione saliva alle stelle ,ci fu il primo bacio e incollato ad essa toccava il cielo ,aveva baciato una ragazza per la prima volta e quel assaporare di lingua e di sapore d’amore ne sentiva il suo odore ,la sua carne che tra le braccia sue si scioglieva ,come in una fusione evaporava nei sensi della passione .Ma tutto finiva lì , ed erano anche gli anni della semplicità e non della malizia e della violenza sessuale ,ma per la maggiore parte erano quelli genuini ,semplici e gentili ,non c’era la scortesia e la male educazione anche il più cattivo faceva l’onesto nel corteggiare una donna .
… Carmen quindi fu la prima donna che donò il bacio a Giovannino ,e gli insegnò a baciare a fargli sentire quel desiderio mai provato e dopo qualche tempo non la vide più ,lui e i suoi amici continuarono ad andare col mangiadischi a colle aperto ,a cantare :
LOVE ME DO ……
Un abbraccio Giovannino - poeta narratore.
martedì, 24 novembre 2009
… voci .
… leggendo un libro di poesie voci e sussurri fanno coro
parlano di cielo ,di mare di anime che chiedono consoli
vogliono l’amare, ed io per me il tuo !
parlano di vita vissuta e di quel desiderio che tanto grida:
bellezza della natura e della bella femmina sospirata.
… ed è su un palcoscenico il vissuto tempo
ed io lo canto in poesia!
qui si raccontano i fatti della vita
e al fine del discorso si concede :
chi di amore vive e chi ne soffre da morire,
chi canta giovinezza e ne raccoglie frutto amaro
altre sono tristi e cade lacrimuccia …
…. sono poesie evanescenti ! Dettate dalla speranza,
da un uomo ,una donna innamorata
che nella sua breve vita certezza ha voluto;
oh , sei dunque tu poesia !
che fai mente al bel gioco del pensiero innocuo
ispirazione di un poeta che nel suo animo ha covato …
… voci che gridono amore ! A l’ amata lontana si è perduta
nel suo intimo fa nido e di sogni lei si nutre,
e tutte vogliono dir qualcosa e mandano segnali :
di dignità si copre la sua flebile misura,
ceri che celebrano risvegli
e in notti d’ansie aprono occhi a l’incanto
brillano di luce mistica e in pieno giorno al sole …
… e in singhiozzi la noia si inchina
conosce la vergogna e i rimorsi di un passato ,
si volta pagina a fatica e il macigno resta sempre appesantito
in un cuore tenero come carta viene spiegazzato
e sul l’orlo di un precipizio poi abbandonato …
… e sono dunque voci che si affrettano a invocare sempre amore ,
anche io mi unisco al coro :
al bel pensiero
alla poesia e al nostro amare …
poeta narratore.
domenica, 22 novembre 2009
Dalle storie di Giovannino.( ventitreesima parte )
Giovannino parla di politica.
… vi chiederete come mai Giovannino parli di politica nei suoi ricordi fanciullo ?
Ebbene come più volte raccontato ,lui era ed è figlio di contadino ,intendiamoci da non confondersi con gli agricoltori ,questi hanno aziende agricole e sono proprietari di terreni ,mentre i contadini specialmente nei tempi degli anni 50 … o 60 erano mezzadri e il loro lavoro era precario ,andavano a lavorare i campi a giornata oppure lavoravano le terre appunto ,a mezzadria per i proprietari terrieri .
… sappiamo che specialmente nel passato c’erano e ci sono ancora di possidenti che davano opportunità di questo tipo lavorativo ,quindi il contadino lavorava la terra e tutto il raccolto che veniva ricavato compresa la legna che veniva dalle potature degli alberi ,veniva divisa a metà con il proprietario delle terre ,per regolarizzare la divisione c’era come visore il fattore ,questo faceva gli interessi e le veci del proprietario ,coordinava e divideva i vari raccolti ,il contadino oltre la metà dei raccolti aveva l’affitto gratis del casale ,case coloniche che nei tempi furono residenze di caccia dei signori .
… comunque si parlava delle differenze tra i contadini e gli agricoltori ,questo quanto basta per chiarire che il contadino era il più povero che non possedeva nulla e a volte se il raccolto andava male ,non bastava a sfamare la sua famiglia perché appunto doveva dividere tutto col proprietario .
Come detto negli anni 50 e 60 ci fu la ricostruzione del dopo guerra e nacquero molte fabbriche e molte le costruzioni edilizie ,gente come il padre di Giovannino venivano dal sud e emigravano al nord dell’Italia a fare gli operai ,per migliorare ,migliorarsi la loro dignità umana e il loro stato economico e sociale.
… era una notevole forza lavorativa che operava specialmente nella metal meccanica e nel tessile e altri settori,vi chiederete allora cosa centra tutto questo con la politica? Centra! Molti settori operai erano e lo sono ancora ,orientati a una certa politica di sinistra dove l’ideologia allora aveva la sua valenza e credenza a una appartenenza di sinistra ,era più attiva e incisiva per la tutela dell’operaio che dava maggiore supporto ai molteplici contadini e operai ,quindi una politica a difesa del sociale ,
si era convinti quindi di sostenere ideologicamente un partito ,ottenere uguaglianza di pari diritti e doveri .
Il padre di Giovannino credeva a questa ideologia anche perché come detto in quel tempo c’era una politica unitaria di lavoratori ed erano per il maggior numero ,una dottrina comunista che coinvolgeva la maggior parte della gente ,ed era la stessa che ne aveva necessità,e fu dunque per Giovannino seguire l’indiscusso pensiero di suo padre e logicamente rappresentato dai politici di quei tempi che onestamente rappresentavano il popolo dei lavoratori .
… arrivò il tempo dell’immigrazione di Giovannino e dopo alcuni anni si senti attratto da quella politica ,fu il tempo degli anni 1965 e Giovannino aveva appena 14 anni ,c’era in lui fermento e voglia di capire ,con un suo amico decise di iscriversi al partito comunista e con entusiasmo partecipò a molte assemblee e manifestazioni e divenne sostenitore del partito.
… passarono anni e Giovannino si accorse che quelle ideologie cambiavano ,o meglio svanivano,la politica non la vedeva sincera come allora ,per tanti diveniva obbiettivo di interessi ,quindi se nel passato ci fu partecipazione ,poi quella ragione ideologica andava a finire ,lui è convinto che c’è una corsa al potere e che molti nei periodi di elezioni si sciacquano la bocca a fare promesse che non mantengono ,si accorge che molti furono gli scandali di politici dettati dai media e dai giornali ,che ognuno pensa a se e la credibilità va sempre meno ,non frequenta più assemblee ,pensa che se si vuole qualcosa bisogna ottenerlo lavorando sodo ,che bisogna cavarsela da soli facendo sacrifici ,trovare quindi un’altra dimensione di idee per crescere e andare avanti che viene sopportata da una propria capacità imprenditoriale e da questo si costruisce una sua indipendenza lavorativa ,nessuno da niente per niente e ne diviene simpatizzante del centro destra con l’amaro dispiacere di suo padre .
… lui non capisce queste differenze di evoluzione lavorative e politiche si era fermato al suo tempo contadino ,a questo punto Giovannino ne cava morale e ragionamento,e si chiede:
Se allora una certa politica era efficiente e faceva parte integrante delle masse operai ,ad oggi non più perché lui stesso tocca con mano diverse evoluzioni ,non è più necessario attendere un qualcosa che mai arriva,ma voltarsi le maniche e evolversi in altre attività ,capisce che la vita cambia e un individuo a secondo quello che svolge con le sue capacità può realizzarsi e dare ma pino il suo contributo alla sua persona e alla società,capire quindi la sua appartenenza dalle esperienze che lo stesso fa nel suo percorso di vita.
… i cambiamenti si notano nel tempo ,e ogni epoca ne da e fa partecipazione ,ed appunto da queste esperienze che si forma l’essere ,c’è da dire che l’operai alla fine del mese prende il suo stipendio e non ha pensieri di come procurarsi commesse per farlo lavorare ,mentre l’autonomo non può permettersi di ammalarsi e con la febbre deve aprire il suo negozio o azienda che sia .
… da questo Giovannino ne desume che l’ideologia di sinistra per lui è superata ,che chi ha voglia di lavorare deve essere creativo e professionale ,la voglia di crescere produce libertà e benessere in una democrazia nazionale,può alimentare opportunità e continuità quindi crescita e benessere per tutti ,e non aspettare quello che non arriva ,lui pensa che non è giusto pretendere quello che altri si sono guadagnato con fatiche ,che si ricava dalle capacità e non si deve distribuirlo gratis a chi non fa niente ,non esclude comunque ragioni di assistenzialismo per il sociale e ne cita alcune categorie:
Le assistenze agli anziani alle donne madri ,ai bimbi bisognosi e le loro patologie mediche ,alla istruzione e all’assistenza medica ospedaliera ,ma esclude la prepotenza di quelli che vogliono per forza un qualcosa che non è il loro ,non sarebbe più democrazia e libertà di agire e di pensare.
… se il benessere si vuole a tutti i costi bisogna guadagnarselo giorno dopo giorno ,e Giovannino ha vissuto e vive questa realtà e arriva al suo obiettivo politico facendone spese fisiologiche e travagli vari ,trova comunque disquisizioni anche nel centro destra e alcune forme non gli piacquero allontanandosi da questi che erano orientati ad arrivare ai loro obiettivi politici ,trascurando così brache minoritarie di ideologici futuri ,si desume quindi che Giovannino nel tempo assorbe le due ideologie politiche e il suo concetto è quello di apprezzare l’individualità di quello che crede e va fino in fondo alle cose da fare per il benessere unitario ,si accorge che se una famiglia è mal governata si sfascia ,e visto che in politica e a quelli che l’amministrano sia opportuno governare dignitosamente perché pagati con denaro pubblico ,ogni politica sia di destra che di sinistra faccino il proprio dovere nei loro interessi e di quello dei cittadini .
… chi lavora si guadagna i soldi con sudore dice Giovannino e non con chiacchiere ,crede che il benessere può esserci per tutti e riconoscibile ai più meritevoli e non ai lazzaroni o mariuoli ,in una fiorente democrazia sociale ,parità dunque di diritti e doveri condivisi nella buona volontà ,fondamenta queste che in Giovannino hanno assorbito educazione da un padre comunista che trovò la morte in una conseguenza lavorativa ,riconosciuta poi malattia professionale .
… ad oggi molte cose sono cambiate e si guarda al concreto ,molti si sono evoluti e lo studio ha fatto la sua parte e si guarda al concreto dei fatti il suo orientamento politico resta al centro destra ,ma trova difficoltà nel valutare il valore autonomo che viene disatteso ,non ci sono spazi per crescere ed è difficile che giovani iniziano nuove attività,si chiudono quindi laboratori ,di antichi mestieri e di servizi diretti al pubblico ,si aggiornano fabbriche attingendo contributi a fondo perduto ,questo è denaro pubblico che va speso ,lasciando a casa forza lavoro e la manodopera viene sempre meno ,si cerca di inglobare in centri tutte le attività per un maggiore controllo fiscale ,e anche qui molti finiscono al raschio del barile ,lasciando strascichi di debiti e di imbrogli vari …
… c’è bisogno di crescita individuale di economia ,di giovani sollecitati e aiutati e Giovannino lo nota in questa epoca di crisi globale dove molti hanno forzato i loro interessi ,e per queste conclusioni Giovannino ne da esempio dettate dalla sua esperienza di vita ,un concetto quindi che lui detta e sa bene che resta una piccolissima particella di nulla inascoltata in un mare infinito.
Buona lettura . Giovannino . poeta narratore .
martedì, 17 novembre 2009
…la frenesia dell’attesa.
…un giorno d’estate
ci fu un fatidico incontro
uno sguardo ,una intesa ,
fu il primo appuntamento!
t’aspettavo con ansia ,non stavo nella pelle
tra me mi chiedevo: chissà se verrà?
…il vento sussurrava la tua presenza
e il mio cuore batteva forte ,
mi arrivava in gola,
e tu come una stella vestivi di bianco quel giorno
le tue gambe affusolate e lisce come seta
tutto dentro mi ribolliva,mi avvampava…
…e ci fu il primo bacio!
lo ricordo bene quel momento
ricordo e sento ancora il profumo di viole
dal tuo corpo emanavi,
ed io impacciato ero lì ad abbracciarti
a sentirti mia …
…fu la frenesia del primo incontro
e altri a far nascere un profondo,
e ogni volta sempre più ti desideravo e ti volevo
eri mia!...
…ora siamo qui con indifferente attesa
non c’è più frenesia l’armonia dell’amore,
non c’è più la passione che un giorno ti giurai
rimane il ricordo del primo incontro ,
del primo bacio,
rimane la frenesia dell’attesa che non fa più ritorno.
poetanarratore.
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...un sorriso !
queste mie poesie sono una serie di canti ,i primi
che scrissi molti anni fa e ve li propongo con un sorriso .
con affetto per voi tutti.
martedì, 17 novembre 2009
Dalle storie di Giovannino ( ventiduesima parte )
Giovannino ritorna a scuola.
…Giovannino rimane sempre più attratto dal nuovo mondo ,dal nuovo luogo della città antica di Bergamo. Una città che racconta la sua antica storia e le sue chiese e monumenti e strutture antiche ne parlano per lei. Giovannino ne continua a raccontare ,racconta di se ,della sua fanciullezza di quel tempo ,meta dei suoi ricordi e esplorazioni nuove.. Lo fa con parsimonia
con amore ,evidenziandone i particolari ,specialmente quelli storici per dare un senso al trascorrere del tempo e lasciare una impronta non solo sua ma delle epoche che si susseguono ,si mutano e si evolvono .Infatti in ogni luogo dove lui ha vissuto ,vive la sua vita ,ne fa e da memoria ,del suo passato e della storia.
…una storia che ha importanza per raccontare ,ha la sua valenza per l’emotiva e sensibilità ,per capire e far capire che ogni essere non è mai stato radicato per sempre nel proprio luogo nativo ,ma branche di esse hanno ramificato discendenze ,hanno fatto progenie e si sono diffuse nel mondo della nostra amata terra senza dare affermate appartenenze di fissa dimora,ma da uomini liberi che viaggiano nel tempo della vita. Vi racconto quindi accenni di storia bergamasca per poi passare al raccontino di Giovannino.
…quindi Bergamo oltre che città antica ,città d’arte e storia:
Secondo le leggende Bergamo fu fondata da un figlio di un capostipite dei Liguri ,antico popolo che ha dato il suo nome all’attuale Liguria ,questi si diffusero ,in Piemonte,in Toscana,in Romagna ,e in Lombardia ,e da “CIDNO” negli anni 501 al tempo appena dopo il diluvio universale ,ebbe il nome originale DI “BARRA” NEL VI secolo Ac. Bergamo venne conquistata dai Galli,popolo devastatore e assassino ,da “BARRA “ diviene “BERGHEM” termine questo che è imparentato con i vocaboli Germanici ,la sua etimologia antica infatti così divisa: BERG= MONTAGNA E DA
HEIM = ABITAZIONE . e ancora ad oggi nella sua lingua dialettale troviamo Berghem, detta Berghem de sotta e Berghem de sura , traduzione:( Bergamo di sotto ,Bergamo di sopra ,le due città che da prima delle origini esistevano nella bassa solo le porte ( di Portauova ) e la città alta era allora fiorente.
…arrivano poi i Galli Sinoni di Bremo ,questi ebbero battaglia con i Romani e fu per un certo periodo da questi ,e divennero sudditi di essi ;in qualsiasi epoca e battaglia la città fece fronte alle diverse invasioni e comunque sostenne benessere e prosperità,nel 49 ac. a seguito di un editto di Giulio Cesare imperatore appaiono le prime chiese e il culto cristiano fu già da allora la città di San Alessandro come suo patrono ,nel 402 ac. arrivano i Goti di Alarico e poi gli Unni di Attila ,quindi tocca a i Vandali e ai Bizantini ,per poi essere occupata dai Longobardi popolo questo che maggiormente si integrò nelle urbe Lombarde .
…nel 774 arrivano i Franchi di Carlo Magno dando vita al commercio e a molte strutture architettoniche e nel 894 la città fu di nuovo saccheggiata e distrutta ,fu il vescovo Amolfo che da lui costruirono molte chiese ,vedi città alta e le sue chiese, e nel 1407 diventa repubblica della serenissima Venezia e nel 1561 questi dettero inizio alla costruzione delle mura di città alta ,troviamo quindi la strada che dalla città bassa viene costeggiata da queste ,luogo strategico e collinare.
…Bergamo è nota anche come città dei mille :l’otto Giugno del 1859 Giuseppe Garibaldi fa il suo ingresso nella città ponendo fine al dominio Austriaco passando dalle porte di San Lorenzo ,che presto vennero battezzate ,porta Garibaldi ,l’anno successivo nel 1860 e con 174 bergamaschi partirono nella spedizione dei mille,testimonianza questa dello stesso generale che ne dettò elogio di essi come prodi valorosi e figli di Bergamo e dell’Italia nostra poi..
…ma come di solito Giovannino divaga ,parla ,parla…vuole che tutto e tutti siano in armonia ,vuole che tutto sia scritto e sia fatto ,tiene alla storia come alla genealogia ,sa che molti sono i popoli ,gli stessi che invasero la sua terra ,lui di stirpe antica di origine Greca ,e tra se pensa :che tutto il mondo è paese gente che si è unita tra loro dando vita ad altre progenie e discendenze ,di razza e di cultura .
…infatti è di cultura che vi voglio parlare,di Giovannino ritorna a scuola:
al pensiero di raccontare egli sorride ,come se un orgoglio si espande sul suo volto bambino ,che non tramuta mai ,resta sempre col suo ricordo fanciullo.
…ritornava da lavoro da suo zio ,che come detto nel precedente racconto faceva il magliaio e per sua volontà decise di iscriversi alla scuola serale per acquisire la terza media ,lui al paese aveva conseguito la quinta elementare con fatica e aveva ripetuto sia la terza che appunto la quinta ,ora voleva riscattarsi e imparare qualcosa di più.
…erano i tempi del 1965 appena l’era che dette inizio al bum economico e in tutta Italia c’era fermento di industrializzazione e ricostruzione ,molte erano le ditte che aprivano e il lavoro abbondava per tutti ,ma la sua volontà era tanta ,lavorava e finiva a sera ed era difficile conciliare tutto ,ma i soldi servivano e come sempre trovò il modo per recarsi a scuola ,frequentò corsi serali e con tanta buona volontà si prese la terza media pur questa sofferta e sudata .
….di sera tornava da lavoro e dopo aver cenato ripartiva con la sua cartella recandosi di nuovo a piedi nella città bassa e correva…correva….mai ne aveva fine quel correre ,il suo limite di studio fu sempre il sei ,e questo lo ha accompagnato per tutta la sua vita ,non fu mai aiutato da nessuno ,un fai da te precario che a volte in lui c’erano tanti attimi di sconforto e delusioni,ma non si arrendeva e andava avanti ,la sua istruzione quindi ne diviene autodidatta pur avendo preso la licenza media ,convinto di ciò cerca con tutte le sue forze di migliorare e la passione per il canto poetico e coinvolgente, spera sempre che in un prossimo futuro arrivi ad avere un voto in più alto ,almeno un sette! questo me lo darete voi che mi leggete?
Ora vi abbraccio tutti
con affetto Giovannino. poetanarratore.
domenica, 15 novembre 2009
…i volti della pace.
…e sono segnali di quiete che si sentono nell’aria
che si avvertono in questa nuova era ,
nell’anima della gente l’ancestrale sentiero si diffonde
guida il domani contro le forze oscure e le sconfigge con l’amare…
….e ci saranno giardini pieni di colori e di profumi
che invaderanno il mondo intero e pianeti ,
si renderà sacro quello che è perduto
e sull’epigrafi del tempo i trascorsi nominano la specie:
il sole e le stagioni sulla prima pietra che fu posata…
…e saranno le remote ragioni a fare confronto:
le verità in silenzi condanneranno i misteri,
e nuove mappe astrali tracceranno nuovi mondi
già lasciate dagli antichi padri sulla nostra terra…
…e si lasciano alle spalle destini e le paurose angosce
di strascichi e fatiche dei tempi dimenticati,
una etica nuova sarà morale e unirà i sapienti
a rendere franca quella branca che studia i fondamenti
la razionale opportunità che unisce la comune …
…e a te uomo del domani io ti lascio il mio pensiero:
se sogni la preda fa che sia eloquente
commuove l’anima e mai si pente
imitane i movimenti e balla la sua danza,
se vuoi il sole guardalo nei sogni e ti potrà scaldare
sul suo corpo nudo poi a far l’amore…
…i volti della pace lasciano radici
lasciano parole sole da interpretare,
da celebrare in ritmi che si diffondono nelle arti
nella musica e figure in immagini di una donna e di fantasie
nella rappresentazione della mia ,la nostra poesia!…
…ed è un rito eterno nella quale l’uomo si esprime
e diviene immortale l’animale quello della migliore specie,
quello che vede e vive l’inerte confronto col divino
si inchina e prega piange e si danna per la vita…
…e dalle tenebre lui ne vuole uscire
e come un poeta si incarna e fa magia
è l’irrido che sfocia inerte dalla foce
si disperde nel vano luogo
e nel vero valore affonda infondo al mare…
…e sarà ancora il vento che volterà le spalle all’indeciso
crea di nuovo un’aria nuova,
il bene come sempre si rinnova
aria che tu donna mi fai bere
gioire ancora nei volti della pace…
poetanarratore.
sabato, 14 novembre 2009
( sono solo parole...)
il resto è vita!
….ha un incedere la femmina madonna, è sovrana ;
si sente santa e mostra fede per la sua vocazione:
detta parole da un pulpito che non è il suo
e da un altare attrae luce,
abbraccia la vergine feconda e stringe a se una figura?
e le sue braccia sono colme di rancori ,
sono solo parole! lo dici tu ed io ci credo…
(la realtà e diversa come lo è la vita !)
…la sua bellezza è un semplice esemplare
strappa il perdono all’infamante menzognero,
(…e come giocatori d’azzardo spesso facciamo il gioco della vita....)
e si è convinti di essere capiti?
si ignora l’inferno ,il purgatorio per andare in paradiso
mentre nell’angolo scuro la morte la sua faccia ci presenta…
(…sono le regole che tutti ci inventiamo...)ho dei dubbi?
idee pensieri e le tristi illusioni,tante!
sono amori che nascono e si perdono nel sonno
in un sogno che al mattino presto si dissolve,
è il lamento! la lama sottile che taglia il capo
sotto una ghigliottina il perdono la seduce…
(…i principi morali che spesso si abbondano nel cervello...)forse si!
si lasciano convincere da false ideologie
nascono così i crudeli nani ,i viziosi !e altro…
si usano parole belle che piacciono agli intrusi
strizzatine d’occhi e ammicchi d’ogni intese …
forse le pretese?...
( parole che in realtà non hanno consapevolezza della loro ipocrisia…)
non credo che sia così per tutti…
ognuno le favella come meglio gli pare e le conviene
convinti d’ essere nel giusto fanno sotterfugi ,
che dire?anche io mi credo un santo!lo sono?
con lo sguardo incerto me ne vanto
e me ne vado al camposanto ,
porto con me i miscredenti e i pezzenti oltraggiatori
la loro cupa angoscia e quella lurida carezza;
la sento ancora, è la tua !…
….sono solo parole amica mia ,il resto è vita!
e non è vero che si inventano o si raccontano alla rinfusa
per compiacersi alla vista sconosciuta :
in quella turba oscena la mano mia ti posi ,e ti salvasti
tu al sole perché non t’oscurasti?
della vita tua tristezza ne facesti,
e basta solo una tua parola ,una tua carezza
e il mio orgoglio fa grido di certezza
diventi dunque regina del mio cuore
e un fiore non appassisce mai…
poetanarratore.
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