L' antro della Poesia
   
domenica, 05 luglio 2009
…sguardo di luce.
 
….e luce fu su questa terra dalla stella madre luce ci  fu data
…e si vede ad occhio nudo :
che un’onda di energia si assorbe e si diffonde,
 da luce e di notte si copre di sole stelle
il giorno dopo mostra i suoi colori e si ammanta
 la clorofilla  li raccoglie li assorbe e  ne da vita…
.
…ed io  mi fermo qui questa notte ,sotto questa luna piena
su questa spiaggia a passeggiare amore
a sentire dentro me il  sole del mattino,
e avverto la tua presenza , in lampi  di luce mi appari :
è la tua ombra che mi segue  ,abbraccia  sospiri e  si dilegua…
 
…e mi cade una lacrima per l’ emozione
forse quella goccia sa  di sale?
 e nell’anima mia  tutto si ribella e si lambisce
e le  rose e  le calle  fanno le promesse
mentre il vespro suona i suoi rintocchi…
 
…. e tra gli ombrelloni vocii di coppiette fanno nido
progetti alla rinfusa trovano un domani ,
 e mi affliggo del  tanto amore in me  non trova
da tempo si è spento, pietoso affonda in fondo al mare,
 e  mentre che i fruscii di foglie al vento strillano dolore
 aspetto te , attese nel liquefatto sfogo della avversa vita…
 
ed io eremita per amore,nello spazio voglio volare
 tra  le gambe tue  affondo le mie labbra
 bacio il tuo frutto proibito , di quella rosa rossa  mi disseto,
e  ti sento da lontano e sarò la tua preda,
il messaggero della luce che ti porta tra i misteri …
 
… e non ti fermare donna ,vieni tra le stelle
cercami  tra gli olivi in fiore,
tra la sabbia e la calura ,vieni in me ,in questo mondo di pazzia
vieni a scacciare l’inutile malinconia,
vieni a credermi una volta ancora , fammi stupire !
indossa  la sola  pelle, ti saprò vestire….
 
….e lo sguardo di luce si posa sul tuo corpo nudo
si posa nel tuo,mio sentimento ,
una pietanza che si consuma  lentamente
ne fa  poi sesso ed è completamento ,
ma tu sei l’angelo, il mio!
quello della luce in missione su questa terra
per dare e  togliere : amare anche a chi tu non  ami…
 
il poeta narratore.
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venerdì, 26 giugno 2009
…e lo chiamano amore!
 
e si comincia per gioco,una frase ,una parola
un ammicco presuntuoso per non sentirsi solo,
e non c’è ombra che segua i miei pensieri
i quali si dissolvono ogni volta che guardo all’infinito ,
e ho perso l’ultima carezza che io avrei voluto
l’infatua promessa di un sublime fato …
 
…e vorrei fuggire là ! dove la mente non ha confini
dove il vuoto pervade l’anima e ci rende vergini e puri,
dove la miseria ,la volgare sfida preclude la deleteria vita
ostacola chi di amore vive l’inquietudine di chi sospira
porge la mano a chi chiede aiuto …
 
…e lo chiamano amore questo sorriso che segue la fiducia
in ali di libertà approda e vibra sentimenti,
in un mondo avverso sentirsi prigioniero
spezzare le catene e lasciarti andare,
e vorrei esplorare mari sconfinati
e gridare al cielo quanto è bello sentirsi vivi
cogliere una rosa rossa sul tuo corpo nudo  accarezzarti…
 
…è da tempo che ho perso le parole ,la voce per parlare
e nei miei pensieri ho urlato dispiaceri,
e vorrei sentire il suono ,le vibrazioni
il fremito felino che ci unisce ancora,
sentirti dentro me ,tu la sola!
farti mia , renderti felice in questa dimensione
una parte infinitesimale ,
e mostrarti una immagine ,la mia!
un volto ,le mille sfaccettature ,
delineare il mio profilo,il mio essere parla poesia…
 
…e nessuno ha avuto orecchie per sentire
muti riverberi attutiti da pareti spoglie,
non sentono più rumori
solo tristi sgomenti in attese vane ,
e tu, ti sei persa nella giungla assieme alle farfalle
lì, voli libera a perderti nel sonno,
sfogli pagine di autori strani
ti immedesimi in essi e ti illudi…
 
…e ti chiamano amore
 ed è l’ultima parola a cui non si spiega:
un cosmo di sensazioni ,la tempesta non ripara ,
e di fronte a te nudi naufraghi
approdano su porti senza meta,
 si vestono di fanciullezza e desideri
sulla sabbia poi a far l’amore…
 
ed è bello ,chiamarti amore!
 viverti per quello che tu sei:
sei l’aria che io respiro
il calore, che ci ammanta e ci consola…
 
..ed è  in questo buio che io ho certezza
con lacrime di silenzi mi offro alla tua vita
per non lasciarti mai,
e ti bacio , ti do me stesso
il solco profondo ci porta in paradiso,
nell’attesa di  te la mia anima riposa
 sentirti sempre mia…
 
( ed io, di te  innamorato continuo a chiamarti : )
amore…amore…amore…
 
il poeta narratore.
****
ispirata dal post  di stella  1960
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lunedì, 22 giugno 2009
…i morsi dell’amore.
 
…i morsi dell’amore a volte fanno male
chiudono la bocca e non fanno respirare,
quel respiro viene chiuso ,ucciso e deluso
profanano l’intimo più   empirico della satura esperienza…
 
…e si disperano gli innamorati fruttano speranze
tra odori e sospiri alimentano l’amore,
passeggiano lungo i viali nella mano nella mano
e al primo sguardo ,un sorriso ,un bacio,
aprono gli occhi al celo per vedere se una stella cade?
un desiderio si avvera ,tu l’amata!
ed è allora che della tua carne io mi nutro
nel fuoco della passione ci vedrà infiniti…
 
…e dura poco quel morso,quel l’attimo d’oblio
penetra nell’anima e poi fa morire,
e non serve riprovare a sottostare a dei voleri
con chi non ha voce per sentire,
una permanenza senza empatia illude:
un cerchio mai aperto al primo urto si richiude
la  valvola di sfogo non trova più piaceri…
 
….mordi cara amica,mordi con le tue armi suadenti
fai l’innamorata con nulla fra i denti,
mordi e fuggi per non restare sola
piangi poi d’amore e te ne vai in chiesa
ti penti e ti proponi ti rimane dentro un sapore amaro…
 
….i morsi dell’amore sono quelli che ti fanno vivere
poi ti lasciano nel pieno abbandono,
una lotta che dovrebbe essere leale ma che presto ha la sua fine,
e a questo gioco io ci rinuncio
faccio le valige e me ne vado al mare,
lungo la battigia vado a camminare
 forse lì, troverò chi veramente sa fare all’amore…
 
il poeta narratore.
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lunedì, 15 giugno 2009
…nel paese del sole .
 
…nel paese del sole c’è una fanciulla, lei è sola e piange per amore
solo cespugli di rose e fumi senza fuoco la sanno consolare,
è lì, nel silenzio della calura estiva ,cicale gli cantano riposo
grilli di notte gli fanno compagnia ,
le fusa ,sulle cosce come una gatta in calore…
 
…veste di nero la femmina vogliosa ,la sua carne è calda per natura
di un amato lei è prigioniera fino alla sua morte lo deve rispettare,
ed è sofferenza ! si fa rovente la forte voglia
spoglia con gli occhi i futuri amanti e di nascosto sazia i suoi istinti…
 
…è nel paese del sole che io sono nato ,tra colli antichi e cale profumate
dove l’aria si posa sulla pelle bianca
e si propaga in soavi note e balli di stagione ,
lì,i tutori di un tempo han fatto storia ,l’arte della tarantella
pulcinella il cantastorie…
 
…e fu il paese degli etruschi ,dei greci e dei normanni
dei popoli celtici chiamati longobardi ,dei francesi e dei spagnoli
han lasciato la memoria…
ed io discendente di un greco antico mi son trovato tra il popolo dei sanniti
una tribù del nord nell’antico tempo nel sannio si casò…
 
…nel paese del sole ho vissuto la mia infanzia
e di orgoglio ne faccio rimembranza ,
ne elogio la mia appartenenza ,la fragranza del suo calore
il profumo dei rovi ,del suo frutto aspro,chiamato more…
 
…e su di una montagna rocciosa
fragole selvatiche addolcirono il palato
di un bimbo ,uno innamorato!
di quella fanciullezza ora ne ho sorriso
e la preghiera fu dettata alla madonna incoronata
in quella strada sdrucciola recitavo ,
mentre nel laghetto pesciolini si vedevano
in un lavatoio pubblico nudi nascondevamo l’imbarazzo…
 
…nel paese del sole c’è una chitarra e tanti mandolini
un violino fa la corte allo straniero mentre ama la sua amata,
e tra zagare arance e limoni, l’oleandro fa la sua scena
lo scugnizzo strizza l’occhio al forestiero
gli da il ben venuto e gli canta una canzone…
 
…o sole mio ,sta in fronte a te,
o sole mio ,sta in fronte a te…
o sole…o sole mio…sta in fronte a te…
sta in fronte a teeeeeeee….
 
il poeta narratore.
****
dedicata alla mia terra.
( la Campania )
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mercoledì, 10 giugno 2009
….il destino perso.
 
…e mi avvicino al mare ,alla sua immensa massa,la sua forza!
e raccolgo il fato  di quel momento incantato,
in questa vita a me donata , delineata da eventi temporali
 da un destino perso ,che fu nascosto dall’ultimo caino,
e annego negli abissi dall’irrefrenabili e irresistibili poteri
che ora affabulano la mente e non mi  fanno più pensare:
ed è la credenza che alimenta la creanza
lo stoico concetto della naturale vita…
 
…e con i piedi per terra vado in  cerca di fortuna
cani sciolti non mi fanno  più la guerra ,e la lotta fa fortuna,
e conobbi le catene dell’amore , un tempo , io innamorato!
 fui giudicato per il troppo amore dato…
 
…ed è nel libero arbitrio che io ora mi ritrovo
vado dai dispersi per portali alla ragione,
su di uno scoglio si sono abbandonati
a conferma di un tempo già maturo…
 
…e tu umana creatura chi cerchi ?l’impossibile forse!
 e non hai più nulla da dire ,dimmi cosa vuoi?
cosa posso fare per te ,in questa valle scura?
apriti l’anima e leggiti dentro
respira l’amara fonte e avrai  voce per urlare,
il tuo lamento si sentirà in fondo al cuore
dove la parola ha la sua lettura…
 
…non sempre il destino si perde per rancori
si accoppia con l’amore e poi  si lascia andare,
si prende per mano e fugge via ,malinconico si rassegna e si delude,
e troverò ,quel destino perso in me ,vissuto!
questa mia  sorte ,tu la sola la potrai addolcire…
 
…e si da tutto per scontato :
 il nostro presente sia già esistito?
che una direzione logica abbia una sua misura 
e a voltare pagina non c’è più credo,
a un  seme fertile che rinnova l’esistenza
in giochi di poteri cupido  li ha traditi…
 
…e non credo che sia questo il destino a dettare una congiura :
una lacrima cade ,solo se è sincera,
e non gioca con i sentimenti altrui
ma brilla su di chi crede nell’amore,
e arriva poi  l’uomo giusto e si fa  la fila
la santa donna corre   in chiesa con l’abito da sposa…
 
 
…ed è l’essere che fa il suo destino
ognuno agisce per sua baldanza ,
a volte con amare conseguenze abbandona la dimora
 e non trova più la sua preda
 perde così , l’ultima occasione…
 
…e gli eventi,non accadono per niente
la volontà li spinge e li accoglie,
morde spesso l’indifferenza, il fatale dramma !
come l’ attore su di un palco si finge messaggero ,
recita  una sceneggiata
la tragedia del destino…
 
il poeta narratore.
****
( mi  dimenticavo di dirvi  che  sono presenti circa 
VENTITREMILA  VISITE DI LETTURA alle mie poesie
grazie  a tutti voi ,ai miei lettori...
Giovanni.
sussurrato da: poetanarratore alle ore 19:17 Permalink | commenti (19) | commenti (19)--popup--
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domenica, 07 giugno 2009
…la gentil signora
 
…e tu, gentil signora fai icona
metti sul profilo l’immagine più bella,
la più sensuale!...
attizzi il caprone ,il povero cretino,
forse a uno sprovveduto come me all’amore cede
e con la voce di poeta racconta mille storie ?...
 
…e dalla sorte di questo mondo strano
ti atteggi, e ti comporti come una micina ,
fai le fusa al povero illuso
a quelli che di amore vogliono parlare,
e fai cespuglio sulla spiaggia,lungo il mare
a letto te ne vai e sei scontenta
spalanchi le finestre e sprechi sentimenti…
 
…gentil signora ,canti di mattina
ti imponi e strilli come un capitano ,
e ti illudi vestita di piume e penne di pavone
non ti accorgi che in padella non trovi più frittura,
e non ti rendi conto che il gioco si fa duro
sono ben altro le promesse fatte ,le attese!
una scappatella ,non è la soluzione e nemmeno un compromesso
soddisfa l’attimo che fugge,e si perde in fondo a un vaso…
 
…ed è quello che osservo a malincuore e mi da dispiacere
tu hai tanto da dare e per paura te lo neghi
isterismi folli fanno la tua croce, il male strizza l’occhio all’impostore,
e mi chiedo: ma chi te lo fa fare povera fanciulla?
tutto nasce e finisce prima o poi in questa vita breve,
prendere a pesci in faccia un cavaliere non conviene
lui, alla crociata ha subito già sconfitta
 ora gli regali la misera disfatta…
 
… misteriosa donna ,bella signora!
balla con me l’ultima avventura e stai sveglia,
tira giù la gonna e fammi inebriare ,del tuo odore io vorrei morire
prendi per mano l’amore ,non lo mollare,
coglilo senza scegliere e sarai felice
tra le tante ,tu la fortunata…
 
…la gentil signora mi ha fatto le carezze
con le sue parole mi ha incatenato,
gli lascio vinta la partita un augurio,un saluto!
e chissà! forse all’inferno faremo pace?
 lì l’amore libero non ha sorprese…
 
 
il poeta narratore.
sussurrato da: poetanarratore alle ore 01:24 Permalink | commenti (15) | commenti (15)--popup--
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martedì, 02 giugno 2009
...l’ultima meta.
 
( punto di arrivo e di partenza )
 
…raggiungo l’ultima meta e lascerò alle spalle un punto luminoso
per sapere poi dove sono stato ,cosa ho visto e capito,
e vivrò nella culla della vita ,con altri esseri di questo regno
fino ai confini del tempo ,lì ,la croce bianca trova luce…
 
…e ci sarà giudizio,quello universale ,si spalancheranno i cieli
e le finestre dell’amore apriranno le porte all’universo,
 il parco dei sogni,dove ogni razza fa comune
e a piedi nudi passeggeremo nell’ignoto,e solo l’anima si diffonde:
nell’oggi,nel domani,ovunque c’è passione
ridendo poi si posa ,in cuori solitari …
 
…e dalla benigna vita da dove siamo venuti ,un tempo fui creato
una specie ad oggi sconosciuta, nelle galassie la progenie,
forse ,un esperimento male riuscito ?
in cavie umane fummo trasformate
gente , che chiede amore ,in lacrime poi prega
abbandonati su questa terra in cerca di aiuto,
e smarriti nelle foreste , e misteri secolari ,in caverne i vissuti
nemmeno la parola fu favella ,la primitiva specie ,i dominanti!...
 
…giunsero all’ultima meta i trascorsi
 e il momento del delirio vomitò disprezzo,
angeli nel nido deposero il creato
nacquero uova di farfalla e fu l’inizio della prima sfida:
i più piccini tesero la mano tra le braccia di una madre
ebbero cibo da mangiare
li vestirono di foglie ,e per mantello una stella luccicante…
 
…l’ultima meta ,ora è al ciglio di una strada
 la morte attende e si dilegua,
non fa più clamore,e ne fermate,va dritto al camposanto e si dispera
va a redimere peccati per chi vuole a posto la coscienza…
 
( a, innalzare costosi idolatri )
 
…ma se io fossi un re  ,senza corona e senza spada
erigerei castelli ai perdenti, agli umili!
e la stessa umanità su un pianeta l'abbondanza,
raccoglierei la scarpa persa da una sposa
e la calzerei carezzandole il viso…
 
…ed è fremito fanciullo tutto ciò che ci circonda
la voluttà si coglie ,dalla purezza nasce,
ed io ,mi sdegno al vedere gente di cattiva legna
di dubbio vago e falso intendimento,
e nessun dolore li distoglie :
alzo il bianco lenzuolo e mi arrendo
 strappo all’anima i suoi misteri…
 
…l’ultima meta forse è il paradiso?
dubbioso e scettico mi propongo:
darei cibo solo agli affamati ,agli oppressi che non hanno casa
e con parole ,il gesto li accompagna ,la voce li distoglie
mima il movimento in empatia scema…
 
( e la poesia racconta: )
 
veste la scena e fa confronto
recita con maestria l’epilogo di un dramma,
e canta …canta…
 l’indivisibile,l’inafferrabile di  due cuori ,una capanna!
ed è la sublime conseguenza :
l’ultima meta è la speranza…
 
il poeta narratore.
sussurrato da: poetanarratore alle ore 23:08 Permalink | commenti (23) | commenti (23)--popup--
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domenica, 31 maggio 2009
…ridi pagliaccio.
 
… il pagliaccio sorride  alla platea ,mentre lo spettacolo sta per iniziare
alza la voce e fa gesti  strani per attirare la sua attenzione,
ed è con questa maschera che io  mi presento ora :
il pagliaccio di turno ,che veste panni da lavoro
e mendica  un amore che mai mi regalerà futuro…
 
…non voltarti pagliaccio ,non guardare me
sono timido io ! e mi vergogno,
 di avere   frugato  tra i rifiuti l’immagine di una donna
ed è per  lei   ,che soffro malinconia,
come te pagliaccio, siamo in sintonia…
 
…si, soffro la mi stoltezza incredula, di averci ancora riprovato,
ma forse tu giocoliere di un circo ,attrai  attenzioni?
fai divertire i bimbi facendo le mille facce,
corri dietro a un cane che nemmeno ha un padrone…
 
…ed io ci credevo ,eccome che ci credevo ,e ora?
a quella occasione che arriva dal mistero,
e forse c’ è , e sarà forte il desiderio a farmi ritornare
a ciò che voglio , e a dire : amami se puoi!
mi hanno vestito da pagliaccio e non posso più cantare
a quel amore vero ,ora non ha più parole…
 
…e come un incosciente mi sono illuso,adesso pago!
pago ,la benigna letizia che mi fu data,
 stillo la  purezza dalla fonte e mi disseto
dissigillo l’ultimo raggio e  ne fo materia,
e di forma in forma mi appari tu amata e poi scompari
lì, il sangue bolle, l’anima acquieta…
 
…e  non  sono più sicuro che l’inferno signoreggia la lussuria
plaude  vaghezza ,la virtù dei forti se esiste ?
e nel peccato della carne si espelle l’ultimo pensiero
muore così la poesia , la mia!
e come una serpe striscia in  superficie e  si dirada
scompare nella nebbia,tra i rami di una siepe…
 
…e tu donna sorridi all’amore, alla apparenza che tanto inganna
 in una accorato vocio di condoglianze le dissolvi,
 presto …
baci e abbracci vanno a finire in un cestino
solo la rosa rossa resta in quel giardino…
 
…ridi pagliaccio ,ridi! di questa giostra che è la vita
 fai sempre il volto triste,e poi sorridi,
ridi
mentre  la tua felice sposa ti nasconde il suo vero amore  
per un altro che ha nel cuore
viaggia lontano con la fantasia ,legge poesia …
 
…e piangi con  lacrime sporche di sudore
ti lavi nell’oro cercando la bellezza,
accetti l’inganno e ti consoli
con le forbici ti tagli i capelli,e fai paura,
e ti sarà concesso tanto onore e gloria
il ricavo ,è solo indifferenza…
 
 
…e se fiorirà certezza ,nascerà sorriso
è il premio,che in questo mondo ti viene dato,
e avrai la forza ,di raccogliere ancora margherite
 e ad uno ad uno ne strappi i petali
per sapere se ti ama  ?...
 
…ma l’amarezza alza la sua voce, strilla urli insani
ridi …ridi  pagliaccio è la fine,
ridi povero illuso!
ridi la pazzia ,questo male oscuro  è l’amore
l’unica cura : è lasciarsi accarezzare
poi si vedrà come andrà a finire…
( ridi pagliaccio )
 
il poeta narratore.
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mercoledì, 27 maggio 2009
…il revival della vita.
 
…riprendere un concetto ,una ragione d’essere,si  affaccia all’esistenza
di noi un tempo ,la mente fa la storia
l’ etrusco  significato che rinasce e vive,
e gli  stereotipi elogiano gli ignoti ,e dai trascorsi restano i passati
e su di una spiaggia vuota   vanno a passeggiare,
e tu…tu mi dicevi:lasciali perdere ,sono solo che ricordi,
ricordi in musica che fan vibrare l’anima…
 
…e allora! fai andare quel vecchio giradischi
torna nei detrattori ,negli anni nostri folli,
a quei baci rubati ,che nel buio ballavamo il lento
sempre più stretti  e  la carne poi bolliva…
 
…e fu l’inizio dell’epica stagione ,il mito oggi si ritrova
dove la poesia veniva recitata,adesso viene letta , in lettura silenziosa,
erano gli anni sessanta,di me ,io fanciullo
dei primi amori e palpiti di cuore,
e non c’era ancora il cellulare, l’anima, massaggiava solo amore…
 
…è tanta la differenza da allora :
cani al guinzaglio portano a spasso i padroni ,
prendono l’occasione per dire una parola,
ed è tanta l’indifferenza ,il cannibale aspetta la sua prenda
la dissangua con frecce avvelenate ,la purga, con l’ acido la fonde,
resta l’apparenza,una frequenza che elude la forma genuina
prevale l’arroganza ,e tanti si chiedono: quali sono i  poeti ,ma quali?
mi metto nella mischia e faccio penitenza…
 
…la vita è un pacco che gira per il mondo
una scatola da aprire e esce la sorpresa,
sei tu il tesoro ,donna e mi consoli,ti fai valere e fai la preziosa
poi con i fiori in mano vai in quella chiesa
preghi l’ave o Maria i sette peccati capitali …
 
…e ancora:
 ti tiri la calzetta, e come una gatta morta strisci intorno al palo
danzi l’eleganza mostrando il piacere,
ora porti calze a rete è sei sensuale
ti depili anche gli occhi .lì ,il  maschio fa furore…
 
…ma poi resta la canzone ,la nostra! che bella!ancora è nel mio sangue:
 
(… se piangi ,se ridi ,io piango con te ,perché ,tu fai parte di me…)
e poi: ( …da una lacrima sul viso
ho capito molte cose,
dopo tanti ,tanti mesi ora so
cosa sono per te…)
…e ancora: ( …un cuore matto che ti segue ancora
e giorno e notte pensa solo a te,
e non riesce a fargli mai capire
che tu vuoi bene a un altro e non a me…)
 
…il revival della vita va avanti , da respiro ai trascorsi
ai futuri che sono già presenti,
a noi ragazzi di quei tempi ,figli dei fiori ,dell’amore libero
di un Dio minore,
 una canzone , una poesia ,si sente sempre nelle vie del cielo…
 
il poeta narratore.
sussurrato da: poetanarratore alle ore 15:01 Permalink | commenti (12) | commenti (12)--popup--
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domenica, 24 maggio 2009
….il momento magico.
 
…apriti  donna ,aprimi le tue braccia
a  questo momento magico
al  nostro incontro attraverso le parole,
dettami le tue volontà ,la  sincerità!
la necessaria empatia per trovarsi quando piove,
e non fuggire ,resta!non fuggire da una realtà
 abbracciami ti darò amore…
 
…e non voglio essere uno sconosciuto , uno illuso!
coglilo questo momento magico ,ti prego coglilo!
entra a far parte della mia vita ,a guarire ogni male,
ogni ferita!
coglilo!!!!
e getta via quella parte di noi,che non vuol sentire:
i tanti inganni  resi freddi dall’inverno,
e prendimi per mano e lasciati andare
libera lo sguardo dal dolore, aspetta me e sarai felice…
 
…ed è il primo ,il solo momento magico
ha la sua importanza:
la valenza di non voltarsi indietro
si sdraia nella mente e pensa a te ,unica e sola,
si fonde nell’anima
si scioglie in gocce di essenza, e si spalma sulla pelle
si sente  l’odore, la voglia !
fare poi  all’amore  ogni volta che ci sei
 nel vortice passionale…
 
…e so che ci sei,ma dove?
lacrime e sospiri piangono l’illuso ,
forse, accontentarsi di quello che si ha, è già una bella cosa?
ma la morte non fa  difese, e  non da   ragioni,
naufraga   parole e mi aiutano a morire
a scrivere ancora i miei pensieri ,in versi di poesia..
 
…il momento è magico ,lo so!lo sai!
sei tu l’amore atteso ,nutrimi !
e dammi il  dolce che anche tu assaggi
cogli l’attimo e vieni  ,
vieni ad amarmi ,sono qui, sono tuo!
offrimi l’immenso ,le tue labbra da baciare,
 
io ti do  vita ,giorni con il sole…
 
il poeta narratore.
***
...si offre  amore
ma l'amore non ci sente ...
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